Sambuca di Sicilia: il borgo di cui innamorarsi

Sambuca di Sicilia è un borgo piccolo ma incantevole, situato nella provincia di Agrigento. Ci siamo finiti quasi per caso, in una soleggiata mattinata durante le vacanze natalizie, e ne siamo rimasti decisamente incantati.

Proclamato Borgo d’Italia nel 2016 dalla trasmissione Rai Alle Falde del Kilimangiaro, questa piccola cittadina di meno di 6000 abitanti offre ai suoi visitatori un centro storico fatto di vicoli e scorci suggestivi, chiese, musei, ottimi ristoranti e pasticcerie caratteristiche, dominando dall’alto la Valle del Belice con una splendida visuale.

Ci troviamo nel vero cuore della Sicilia e a poca distanza si trovano bellezze naturali (il Lago Arancio), paesaggistiche (le purrere, antiche cave di tufo) e culturali (i resti di Adranon, città fondata nel VI secolo a. C.; il Cretto di Alberto Burri, opera di land art) tutte da scoprire.

Ma cosa distingue Sambuca dagli altri borghi? Vi propongo un breve itinerario per scoprire questo paesino fuori dal mondo: garantito che alla fine del tour avrete un meraviglioso ricordo di questa piccola cittadina, così come è stato per me.

Insegna di riconoscimento a Sambuca di Sicilia come Borgo più bello d'Italia 2016

Storia e curiosità

Con tutta probabilità il nome di questo borgo deriva da Zabut, nome arabo del castello che venne costruito sulla sommità della collina nell’830 d.C.. Il castello a sua volta prende il nome dal suo fondatore: un emiro arabo soprannominato “Lo splendido” (Al-Chabut) per il suo valore.

La storia di Sambuca di Sicilia si snoda attraverso molte popolazioni nel corso dei secoli, con origini antichissime. Pensate infatti che nell’area in cui ora sorge il sito archeologico di Adranone (ai piedi della collina) sono stati trovati reperti risalenti persino all’età del bronzo. 

Il territorio è stato popolato da colonie greche e successivamente cartaginesi, per poi passare sotto la dominazione araba fino al 1225, quando le truppe di Federico II espugnarono il borgo e sterminano la popolazione islamica presente, e così Zabut entra a far parte del Regno di Sicilia.

Le influenze del dominio arabo sono ancora visibili nell’impianto urbanistico e nella cultura locale: basta notare che le insegne delle strette vie del centro storico sono scritte anche in arabo, oltre che in italiano.

In seguito, il casale di Zabut diviene baronia e poi marchesato sotto diverse famiglie.

Nel 1863 il nome del comune raddoppia in Sambuca-Zabut, e infine con l’italianizzazione voluta dal regime fascista, solo nel 1923 diventa ufficialmente Sambuca di Sicilia, nome che usiamo ancora oggi.

Cosa vedere a Sambuca di Sicilia

Arrivati in paese, il mio consiglio è quello di parcheggiare al di fuori di  Corso Umberto I, la via principale. Sambuca infatti, è una cittadina che va vissuta camminando per le strade, fermandosi a scoprire ed ammirare gli infiniti scorci suggestivi che la cittadina ha da offrire.

Ho riportato in questo articolo la mappa ufficiale distribuita dalla proloco di Sambuca: vi consiglio di stamparla o fare in modo di averla a portata di mano durante la vostra visita! 

Vi sono segnati tutti maggiori punti di interesse.

Mappa distribuita dalla proloco di Sambuca di Sicilia, con i migliori itinerari e i punti di maggiore interessa

All’inizio di corso Umberto I troverete il teatro L’Idea realizzato tra il 1848 e il 1851. Esso conservare le cromie originali che ne fanno un piccolo gioiello.

Proprio di fronte al teatro è situata la Pinacoteca Gianbecchina, ex chiesa di San Calogero, che espone diverse opere del pittore novecentesco nato a Sambuca.

Sambuca va esplorata dal basso verso l’alto, in una salita che è anche un crescendo di attrazioni imperdibili e che raggiunge il suo apice nel belvedere e nel quartiere saraceno.

In questa piccola cittadina di meno di 6000 abitanti vi sono ben 13 chiese. Ognuna di esse è un piccolo capolavoro, sia per la facciata esterna che per le opere contenute all’interno, nonchè per la particolare percezione che si ha di queste costruzioni all’interno degli stretti vicoli.

Nell’elenco degli edifici da vedere troviamo la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Caterina, fino a giungere alla principale chiesa cittadina: quella del Carmine al cui interno è custodita una statua marmorea che rappresenta la Madonna dell’Udienza, patrona di Sambuca insieme a San Giorgio.

Da non perdere anche la chiesa di San Michele

Continuate a salire per raggiungere la tappa fondamentale e il punto più alto di Sambuca di Sicilia, proprio in fondo a Corso Umberto I: il belvedere. Godetevi la meravigliosa vista sulla valle del Belice da questa terrazza.

Foto panoramica della valle del Belice dal belvedere di Sambuca di Sicilia

Tornando a valle, passate dalla chiesa madre: tra tutte le chiese di Sambuca rimane per me la più suggestiva. Questa si trova sulla sommità della collina, gravemente danneggiata dal sisma del 1968 e da allora chiusa al pubblico.

Sulla facciata laterale, interamente in pietra gialla tufacea, si distinguono ancora graziosi elementi ornamentali come cupole e guglie che rendono conto dell’influenza arabo-normanna. 

Rivolgetevi verso la facciata frontale e ammirate l’interno della madrice attraverso la grande vetrata che sostituisce il portone, andato completamente distrutto durante il sisma.

L’interno è molto suggestivo e ben curato, nonostante sia possibile notare le crepe e le scrostature sulle colonne e sulle pareti, reduci del terremoto.

Ciò che rende speciale questa chiesa è senza dubbio la posizione sulla valle del Belice: questa chiesa infatti è l’edificio che più sporge sulla collina e al di là delle scalinate della chiesa lo sguardo è libero sulla vallata.

Anche la discesa ha dei piccoli capolavori da mostrare: dalla madrice, dirigetevi verso il quartiere saraceno passando per Via Fantasma e aprite bene gli occhi!

Questa via infatti, si chiama così perchè si dice che vi si aggirino ancora alcuni spiriti dei guerrieri saraceni. Io non ho avuto la fortuna di incontrarne qualcuno 🙁

Adesso ci troviamo nel cuore pulsante di Sambuca, il quartiere arabo composto da un dedalo disordinato di viuzze, espanse dai sette vicoli originariPrendetevi il tempo necessario per assaporarli metro dopo metro e rimanere affascinati dalle piccole bellezze di cui sono colmi.

Dove e cosa mangiare

Durante il nostro tour ci siamo fermati a gustare il dolce tipico di Sambuca al Caffè Beccadelli: le “Minni di Virgini”

Si tratta di un dolce tipico inventato dalle Suore in onore del matrimonio di Don Pietro Boccadelli, nel 1725. Ha la forma di un seno di donna con un capezzolo ben pronunciato. All’interno si trovano crema di latte, zuccata, pezzi di cioccolato. 

Minni di virgini sensazionali, bar consigliatissimo!!

Minni di Virgini, il dolce tipico di Sambuca. Con zuccata, crema di latte, cioccolata. Una bontà

Proprio accanto al Caffè di cui vi ho parlato ci siamo fermati a pranzare.

Tra tutti i ristoranti di Sambuca abbiamo scelto Pane e radici. Lo consiglio senza ombra di dubbio per l’ambiente elegante ed informale allo stesso tempo: gli antipasti, i primi, i secondi sono tutti molto tipici e uno più squisito dell’altro, come anche il vino. Davvero da provare!

Lago Arancio

La nostra gita è terminata con un giro attorno al Lago Arancio, a pochi chilometri di distanza dal centro abitato di Sambuca.

Siamo andati alla ricerca dei ruderi del fortino di Mazzallakkar, che si trova a ridosso delle acque del lago, proprio accanto alle tenute Planeta (da cui proviene il vino che abbiamo assaggiato a pranzo). Si tratta dei resti di un fortino arabo, molto suggestivo poichè, a seguito della costruzione della diga, si ritrova parzialmente sommerso per sei mesi l’anno.

Noi, come vedete in foto, lo abbiamo trovato quasi tutto sommerso! L’atmosfera sul lago è molto suggestiva al tramonto.

Se vi piace la natura, il Lago Arancio è un’ottima opportunità per intraprendere dei sentieri trekking (come quello lungo la gola della Tardara che conduce a Sciacca), o fermarsi ad osservare gli stormi di uccelli che volano sulle acque del lago.

Panorama del lago Arancio, focus sui ruderi del fortino di Mazzallakkar

Come raggiungere Sambuca di Sicilia

Da Alcamo, la mia città, Sambuca dista appena un’ora di macchina (57 km). Basta prendere la SS119 e prendere la SS624 da Poggioreale.

Da Palermo (80 km) il borgo è raggiungibile attraverso la SS624, uscendo a Bivio Gulfa.

Se arrivate da Trapani (116 km) invece dovete percorrere la A29 in direzione di Mazara, uscire a Gallitello e imboccare la SS624.

Infine, da Agrigento (94 km) è raggiungibile uscendo a San Bartolo sulla E931 e proseguendo poi sulla SS624.

Una mia foto di profilo, al belvedere di Sambuca di Sicilia

Resta aggiornato sugli ultimi articoli della sezione Sicilia qui sul mio blog per scoprire altre splendide mete della regione che amo di più.  

Nella sezione Gite in giornata trovi altri brevi tour come questo di cui approfittare!

Grazie per la visita!

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